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Familiari

Di fronte alla malattia

Di fronte alla malattia, l’entourage è un sostegno per il paziente ma allo stesso tempo può anche soffrire della situazione e in alcuni casi può, a sua volta, diventare malato o sviluppare dei comportamenti di co-dipendenza. Noi ci proponiamo di aiutarvi a trovare un equilibrio tra il sorvegliare il paziente e responsabilizzarlo, tra l’aiutare e il proteggersi, tra l’accettazione della sua malattia e il continuare a vivere come prima… Essendo informato – su riserva dell’autorizzazione del paziente – sulla natura della malattia e sul suo trattamento e comprendendone i momenti evolutivi, il coniuge, familiare o qualsiasi persona vicina al malato può adottare un comportamento adeguato pur proteggendosi. L’accettazione della malattia da parte del paziente, dei suoi familiari e di quanti lo circondano, costituisce nella maggior parte dei casi un importante fattore di stabilizzazione. Una persona a voi cara è stata ricoverata nella nostra Clinica a causa di una dipendenza: alcolismo, farmacodipendenza, tossicomania. Probabilmente vi sentirete sollevati una volta che che il vostro caro avrà accettato l’aiuto di un trattamento specifico. Può darsi che anche voi vi sentiate ansiosi, depressi o inquieti interpellandovi sulla riuscita del trattamento. Sappiamo che la malattia da dipendenza colpisce anche l’entourage nel suo insieme e che spesso le persone vicine al paziente dipendente soffrono almeno in parte delle conseguenze di tale malattia. Preoccupati, tesi, esasperati, pieni di vergogna, quante volte vi è capitato di:

  • Discutere con la persona dipendente e supplicarla di smettere
  • Impedirle di consumare
  • Controllare le quantità che tale persona consumava
  • Cercare scuse e/o nascondere il comportamento dipendente alla famiglia, agli amici, ai colleghi di lavoro, etc.
  • Abbandonarla, o minacciarla di farlo?

Probabilmente vi sarete accorti che i vostri sforzi sono stati vani. Hanno fallito ogni volta che avete tentato di “cambiare l’altro per proteggerlo”, senza pensare a proteggere voi stessi. La vostra tolleranza, la vostra determinazione, la vostra volontà, le vostre minacce non sono riuscite a bloccare l’avanzare della malattia mentre il vostro equilibrio psichico ed emotivo ne ha risentito sempre di più.  Spesso vi sarete sentiti esauriti, fragili, disorientati e turbati di fronte ai risultati scoraggianti dell’aiuto che pensavate di dare alla persona che soffre di dipendenza. La nostra esperienza e quella di altri prima e con noi, ci conferma un fatto importante: l’entourage della persona che soffre di un problema di dipendenza non è responsabile dell’esistenza della malattia e tantomeno ne è la fonte di guarigione. Non si tratta, infatti, di un fallimento personale, al contrario: proprio nel momento in cui il vostro caro potrà tornare ad essere responsabile della propria guarigione, potrete riappropriarvi del vostro benessere.

Dipendenze e co-dipendenze.

L’Unità di malattie da dipendenza della Clinica La Métairie si occupa delle diverse problematiche della malattia a cui una dipendenza può portare, malattia che è progressiva, cronica e letale e che interessa profondamente l’entourage della persona che ne soffre. Durante questi ultimi anni molti sforzi sono stati fatti per venire in aiuto al malato dipendente (alcolista, tossicomane, farmacodipendente).  Le ricerche sulle cause ed effetti della malattia da dipendenza sono sempre più numerose. L’entourage della persona dipendente, invece, è stato poco considerato, pur soffrendo insieme al malato. L’entourage cerca con i propri mezzi di fronteggiare spesso situazioni inaspettate, impreviste e difficili. Paradossalmente è proprio in questo “slancio d’umanità” che per essere d’aiuto le persone vicine al malato  si ammalano a loro volta.  All’inizio tutto si concentra sulla persona dipendente e, solo progressivamente, la co-dipendenza prende il sopravvento. Va da sé che l’essere umano è per propria natura dipendente visto che “ha bisogno” dell’aria, del cibo, dell’affetto degli altri; di fatto, egli dipende da molti fattori che gli permettono di vivere bene. Eppure si osservano spesso dipendenze che non portano al benessere, e che al contrario lo ostacolano. All’inizio della malattia da dipendenza tipicamente si osserva che le persone care al malato cercano soluzioni per aiutare la persona dipendente. Nulla di più giusto. Eppure arriva quasi inevitabilmente un momento in cui il loro sforzo fallisce, ed è proprio allora che si osserva sorprendentemente che ci si accanisce ancora di più con i propri metodi per aiutare le persone dipendenti, anziché cercare aiuto altrove. E’ a questo punto che si può parlare di disfunzione. E proprio cosi accade che mentre l’alcolista, il tossicomane e/o il farmacodipendente è occupato, preoccupato o addirittura ossessionato dalla ricerca della sostanza di cui il suo organismo ha bisogno, il co-dipendente inizia a:

  • Controllare il consumo di sostanze della persona dipendente, verificare se ha consumato, quanto come e quando, etc. I pensieri del co-dipendente iniziano a fissarsi sempre di più e quasi esclusivamente su tali questioni.
  • Nascondere la verità ad altre persone, che si tratti dei vicini, dei colleghi di lavoro o magari della propria famiglia: s’inizia a trovare scuse al posto della persona dipendente, a nascondere le tracce della realtà vissuta.
  • Isolarsi dal mondo “esterno al problema”.
  • Diminuire qualsiasi interesse o attività che non sia rivolta al malato dipendente.
  • Colpevolizzarsi

La persona co-dipendente diventa sempre più ossessionata dal comportamento del malato dipendente e si ammala a sua volta. Non smette di sentirsi responsabile delle azioni e dei propositi del dipendente. Fa proprie le sue gioie e tristezze, le sue paure. Si attua una vera e propria fusione. Se la persona dipendente sotto l’effetto di sostanze psicotrope aggredisce altre persone, la persona co-dipendente si scuserà al posto suo. Si sente imbarazzata come se quel comportamento fosse suo. Si colpevolizza se il malato dipendente consuma. Inizia a credere che tutto dipenda da lei. Si sente indispensabile, prende tutto a suo carico e soprattutto si responsabilizza, deresponsabilizzando il malato dipendente, alimentando cosi involontariamente una certa passività nella quale costui può ritrovarsi.  A questo punto la persona dipendente e la persona co-dipendente cadono nel più grande tranello: perché il malato dipendente dovrebbe cambiare strada, visto che tutto gli è reso più facile? Come uscire da questo circolo vizioso? La persona dipendente e co-dipendente potranno riuscirci raramente senza aiuto, vista la sofferenza che tale situazione comporta e visto che il comportamento di dipendenza e di co-dipendenza persistono.  Un aiuto esterno è necessario per aiutare ciascuno a ritrovare il proprio equilibrio, la propria salute. Una delle specificità del programma di trattamento dell’Unità delle malattie da dipendenza della Clinica La Métairie è che il trattamento si estende anche all’entourage della persona dipendente. E’ una risposta alla sofferenza in cui essa si ritrova. E’ cosi che, parallelamente al programma di cura seguito dal malato dipendente che permette di guarirlo, il suo entourage (famiglia, datore di lavoro, etc.) può contare su un sostegno terapeutico che permette a tutti di ritrovare il proprio benessere. Anche se tutto ciò all’inizio può sembrare difficile, addirittura impossibile per alcuni – tale è stata la sfiducia in se stessi – poco a poco la frustrazione, i rimproveri, lo sgomento, la perdita di fiducia, la disperazione lasciano il posto alla presa di coscienza, alla distensione e al pensiero positivo. Si smette di colpevolizzarsi e di colpevolizzare l’altro e si scopre la possibilità di curarsi da sé.  Si può scoprire cosi che il benessere è uno stato contagioso di cui l’effetto rigenerante su se stessi e sull’altro è indiscutibile. Un nuovo equilibrio può nascere, e questa volta non sarà basato sui segni della malattia degli uni e degli altri (ciò che porta al rancore, all’isolamento e all’amarezza reciproca): al contrario, si baserà su un appagamento nel quale ciascuno è capace di essere l’eco del benessere dell’altro. Tali sono gli scopi del programma terapeutico proposto agli alcolisti, tossicomani e farmacodipendenti e al loro entourage nell’Unità di malattie da dipendenza.

Programma per familiari

Il nostro programma per familiari che ha luogo ogni Giovedì dalle 19 alle 21 alla  Métairie serve ad aiutarvi in questo percorso. Preliminarmente alla vostra partecipazione vi incontreremo per un colloquio con il vostro caro in trattamento e con i terapeuti coinvolti. Il gruppo destinato ai familiari e ai cari dei pazienti è stato concepito specificatamente per rispondere ai loro bisogni. Le attività proposte si svolgono in una riunione settimanale che raggruppa i familiari e i cari delle persone in cura nella nostra Unità di malattia da dipendenza. Tale gruppo dei familiari, animato da un terapista specializzato, si dedicherà a voi per un anno, permettendovi di:

  • accedere a nuove informazioni sulla malattia da dipendenza
  • capire il meccanismo della co-dipendenza
  • condividere la vostra esperienza con altre persone che conoscono o hanno conosciuto difficoltà simili alle vostre
  • capire l’importanza dei vostri limiti e di imparare a rispettarli
  • modificare il vostro comportamento in maniera costruttiva
  • informarsi sui programmi AL-ANON e NAR-ANON
  • beneficiare delle varie testimonianze dei membri AL-ANON e NAR-ANON

Tale programma aiuta a trovare nuove risposte ai vostri problemi e a scoprire così la possibilità di un nuovo benessere. A complemento di questo gruppo di familiari, vi incoraggiamo vivamente a partecipare regolarmente alle sedute AI-ANON, NAR-ANON della vostra regione cosi come alle sedute A.A. et N.A.

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